Come la musica può aiutarci ad affrontare l’attesa e l’ansia dell’incertezza

by | Feb 26, 2024 | Lo sapevi che...

Mi sono trovata faccia a faccia con l’attesa una sera estiva di Luglio 2023, dopo un volo cancellato nell’areoporto di Berlino, e una notte su uno scomodo e freddo pavimento.

Non ho mai passato così tanto tempo con lei, e in un modo così sfrontato.
Forse è stato proprio “l’inaspettato” che mi ha spinto a ricercarne i significati più profondi e capire il perchè sia così difficile affrontare le situazioni di incertezza che l’attesa inevitabilmente trascina con sè.

E mi fa sorridere pensare a come l’areoporto sia quel luogo in cui abbiamo più a che fare con il concetto di attesa e incertezza.

Chi di noi nel corso dei propri viaggi non si è ritrovato con voli cancellati o attese interminabili per ritardi ingiustificati…

E il luogo effettivamente porta con se quel fascino dell’ignoto, quell’adrenalina che precede una partenza e che si prova nell’attendere qualcosa o qualcuno.

Ma Esiste una vera definizione di attesa?

Possiamo definire l’attesa come il tempo trascorso nell’aspettare; quello stato d’animo di chi attende il realizzarsi di qualcosa conforme alle proprie speranze.

Kate Sweeney, professoressa e psicologa all’università della California, ha analizzato I comportamenti umani che si innescano nel momento dell’attesa.

Ha passato la sua carriera, quasi ventennale, a studiare l’esperienza stressante dell’attesa e dell’incertezza in quelle situazioni e periodi in cui si aspetta qualche notizia.

Ciò che è maggiormente emerso dalle ricerche, sta nella complessità nel gestire I periodi in cui non si ha controllo sugli esiti e non si sa con certezza come andrà una data cosa.

La chiave di volta sta nel mondo in cui affrontiamo un problema, e in questo caso, il fatto di avere in approccio positivo nei confronti dell’instabilità ha portato a degli effetti positivi anche nel modo in cui la si affronta.

A questo proposito la psicologa e la sua equipe si sono concentrati sugli atteggiamenti di “coping” attuati dalle persone sottoposte agli studi;
sebbene il distrarsi facendo altro potrebbe sembrare la scelta più semplice e immediata, in realtà non produce l’effetto desiderato.

Così facendo, infatti, non andiamo a curare il probelma alla sua fonte bensì cerchiamo un effetto “placebo” che ci crea una sensazione di appagamento momentanea, ma ciò fa si che il problema si ripresenti con facilità nel momento in cui ci ritroveremo nuovamente difronte a una situazione incerta.

Quali sono allora le strategie efficaci che possiamo attuare?

Jenny Taitz, psicologa e asisstente psichiatrica alla UCLA , affronta l’argomento in un suo articolo su Harvard Businnes Review e ci spiega come e quanto sia importante avere consapevolezza del nostro stato d’animo e smettere di pensare costantemente ad un problema facendolo passare da “stress acuto” a “prolungato”.

Essere presenti è il primo passo che possiamo compiere per ridurre lo stress e l’ansia da incertezza.

Avere pieno controllo delle proprie emozioni infatti  ci permette di capire e classificare le situazioni che possono e non possono essere risolte immediatamente, in modo da accantonare quelle non risolvibili nell’immediato, e interrompere così il ciclo di ansia.

Sempre secondo la dottoressa Taiz, esistono delle strategie che ci aiutano a combattere il fenomeno dell’overthinking – ovvero il sovraffolamento dei pensieri.

Ancorati a te stesso: radicati nel momento presente, avendo piena consapevolezza delle sensazioni fisiche e mettendo in discussione la validità e l’utilità dei tuoi pensieri.
Non prendere troppo sul serio I tuoi pensieri: trattali come schemi transitori piuttosto che verità assolute e concediti sempre il ragionevole dubbio, utilizzando la tecnica della Defusione Cognitiva   
(un processo tramite cui possiamo guardare I nostri prensieri negativi da un’altra prospettiva tale da non influenzare la nostra salute mentale)
– Siediti con l’incertezza: questo porta a una riduzione dell’ansia e permette una maggiore focalizzazione sul momento presente, anzichè soffermarsi su interminabili ipotesi.

Come possiamo utilizzare la musica come nostro “alleato”?

La musica ha un profondo effetto su di noi, e sulle nostre emozioni. Essa è in grado di apportare benefici non solo sulla nostra salute mentale ma anche in modo correlato su quella fisica.
Riducendo l’ansia e andando a lavorare sulle nostre percezioni mentali, otteniamo notevoli benefici anche a livello fisico, ad esempio raggiungendo un’abbassamento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca.
Molto spesso, dare una forma alle nostre emozioni e ai nostri sentimenti non è affar facile; infatti non sappiamo come rendere concreto ciò che affolla la nostra mente.
Ed ecco che, cuffie alle orecchie, arriva quella canzone che riesce a dare un senso ai nostri pensieri.. si proprio quella!
Ci colpisce e ci fa pensare, “ questo è esattamente ciò che provo”.

Fai un respiro e prepara le tue cuffie…

Abbiamo una playlist per le attese, magari può diventare anche la tua!

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