IL PRIMO SUONO, GLI UCCELLINI E DELLE RICERCHE INTERESSANTI

by | Apr 17, 2025 | Editorial

Il primo suono che sentiamo al nostro risveglio modifica il nostro umore, e di conseguenza (spesso) l’andamento di tutta la giornata.

Disclamer prima di iniziare a leggere: ascolta come sottofondo i suoni degli uccelli che consigliamo nella nostra playlist; ascoltarli insieme alla lettura infatti ti permetterà di sperimentare meglio ciò che, solo scritto, non avrebbe lo stesso valore. 

Possiamo iniziare. 

Apro gli occhi, mi guardo intorno e li richiudo. 

Non voglio alzarmi, come tutte le mattine. 

Così lascio che sia un’altro il senso che accompagna il mio risveglio. 

La vista non mi pare la scelta migliore, onestamente. 

Faccio in modo che sia il mio orecchio a cullarmi, e inizio a sentire dei fischi; sono gli uccellini che svolazzano tra un ramo e l’altro dell’albero appena fuori la finestra della mia camera. 

Ho iniziato a sentirli qualche tempo fa, quando ho cominciato a prestare attenzione al paesaggio sonoro che mi circonda. 

Il loro fischiettare mi mette di buon umore, quindi è di per sé il suono migliore per il mio orecchio al mattino, appena apro gli occhi.

Questione di orecchio

E’ una questione molto soggettiva, quella dell’orecchio. 

Abbiamo gusti differenti e reagiamo a determinati stimoli sonori in modo diverso. 

Ma ci sono delle regole comuni, secondo cui alcuni suoni sono addirittura importanti per la nostra salute psicofisica. 

Allora perché il mio orecchio trova così gradevole il fischiettare degli uccellini? 

Oltre al fatto che è estremamente bello, nella sua semplicità, ha molto a che fare con la periodicità.

Infatti, un gruppo di ricercatori della Duke, tra cui il professor Purves (neurobiologo e ricercatore presso il dipartimento di Psicologia dell’università), hanno formulato una tesi interessante secondo cui i suoni che si ripetono con regolarità – indicano solitamente esseri viventi, e quindi risultano più interessanti per le nostre orecchie. 

Ritroviamo in essi familiarità e quindi sicurezza. 

Inoltre un ulteriore studio  condotto da un gruppo di ricerca del Kings College di Londra, ha evidenziato come il contatto giornaliero con gli uccelli, sia oggi spesso sottovalutato.

I ricercatori, tramite un’app chiamata “Urban mind”, esaminano l’impatto (riportato direttamente dalle persone che la utilizzano) che vedere e sentire gli uccellini ha sul benessere mentale delle persone in contesti di vita reali. 

Sono riusciti a raccogliere dati su circa 1292 partecipanti, che hanno completato numerose valutazioni tra Aprile 2018 e Ottobre 2021. 

Ecco che quindi gli incontri giornalieri con i piccoli ospiti dei rami vicino alla mia stanza,  sono stati associati a miglioramenti duraturi sulla salute mentale, anche di pazienti con diagnosi di depressione- che tra le altre cose risulta essere una delle cause più comuni di malessere al mondo. 

Birds_sound_nature

Ora ha tutto più senso; capisco perché quei canti che accompagnano i miei risvegli, sono così melodiosi ed effettivamente importanti per il mio benessere. 

Posso aprire gli occhi, ora che la giornata è iniziata. 

Ed ora anche l’altro dei sensi, la vista, torna più utile che mai.

I nostri incontri con gli uccelli infatti sono esperienze multi-sensoriali, che coinvolgono spesso sia la parte uditiva che quella visiva, in modi e gradi diversi. 

Così come i canti delle diverse specie presentano caratteristiche diverse. 

Ogni specie presenta canti specifici diversi, paragonabili ai dialetti del parlato umano, e proprio come noi umani gli uccelli probabilmente hanno sviluppato queste peculiarità per adattamento all’ambiente.

IL CORO DELL’ALBA 

Nel libro “La vita segreta degli uccelli” Jennifer Akerman (scrittrice pluripremiata e speaker scientifica), attinge alle sue osservazioni personali e ai suoi numerosi viaggi Ornitologici in tutto il mondo portandoci in un viaggio nel mondo degli uccelli. 

L’autrice spiega come Secondo Tim Low (biologo australiano), il canto degli uccelli sia nato in Australia. 

Le analisi del Dna hanno infatti rivelato come uccelli canori ( pappagalli e piccioni) si siano evoluti lì per poi irradiarsi verso l’esterno, diffondendosi su tutto il pianeta nel corso delle ondate successive. 

Gli uccelli che cinguettano fuori dalla mia finestra all’alba discendono quindi dai primi passeriformi dell’Australia. 

Il coro dell’alba è un fenomeno estremamente affascinante e curioso. 

Inizia solitamente intorno alle 4 del mattino con uccelli grandi come colombe, merli e tordi, nelle zone temperate. 

Il motivo per cui gli uccelli cantano così intensamente prima dell’alba non è del tutto chiaro. Potrebbe avere a che fare con i vantaggi della trasmissione acustica in quelle prime ore buie del giorno, con condizioni climatiche favorevoli che permettono al canto di propagarsi maggiormente e arrivare più lontano. 

Andrew Skeoch, fonico Australiano specializzato nella registrazione dei suoni della natura vede il coro dell’alba come un fenomeno comunitario e collettivo in cui i singoli uccelli negoziano e affermano le loro relazioni reciproche minimizzando il conflitto. 

“Ogni mattina è una riaffermazione di luogo e appartenenza, con compagne, stormi vicini e gruppi familiari. 

Evitando scontri fisici, il coro dell’alba riduce stress e aiuta a risparmiare energie.
Rappresenta probabilmente una delle più grandi conquiste evolutive degli uccelli canori, che ha permesso loro di coesistere e diventare il gruppo eterogeneo e incredibilmente prospero che sono”.

SIMILITUDINI CON IL PARLATO UMANO

I Pappagallini ondulati e altri uccelli apprendono i loro canti e richiami tramite un processo simile al nostro quando impariamo a parlare. E’ un processo di imitazione e pratica denominato “apprendimento vocale” ed è estremamente raro nel mondo animale. 

Nell’ultimo trimestre di gravidanza infatti, un feto umano è in grado di memorizzare i suoni che capta nel mondo esterno e pare essere sensibile alla melodia, tanto nella musica quanto nel linguaggio. 

Questo sembra essere vero anche per alcuni uccelli, gli embrioni di alcune specie pare riescano a sentire attraverso il guscio. 

Alcuni scienziati hanno infatti scoperto che alcuni pulcini di “scriccioli fatati superbi” apprendono alcune parole d’ordine quando sono ancora nell’uovo, per essere in grado almeno 5 giorni prima della schiusa di imitarne il verso. 

Gli uccelli quindi parlano in dialetti, cantano in coro e in coppia, raccogliendo ogni generi di informazione da versi e canti, sia sulla provenienza geografica che perfino sull’identità individuale. 

Usano quindi il suono in modi ingegnosi, per condividere informazioni, negoziare confini e influenzare i comportamenti gli uni degli altri. 

Quanto è profondo il suono che sento fuori dalla mia finestra al mattino. 

E’ assolutamente riduttivo definirlo solo canto, è un modello di espressione, fatto di linguaggi, gerarchie e identità.  

I  CANTI DEGLI UCCELLI PIU’ DIFFUSI NEGLI INSEDIAMENTI 

MERLO
Turdus merula

Con il suo melodioso canto flautato, che a volte risuona già in gennaio, il Merlo è uno dei primi messaggeri della primavera. Canta volentieri da luoghi esposti, come i colmi dei tetti o le cime degli alberi, così che il suo canto si può udire da molto lontano.
Il motivo finale, gentile e sommesso, viene mormorato a becco chiuso e risuona come un eco lontano. Un tempo il Merlo era un timido abitante dei boschi densi, ricchi di sottobosco. Solo nel corso degli ultimi cento anni si è spinto in massa fin negli agglomerati e nelle città, tanto da diventare oggi in Europa uno degli uccelli nidificanti più frequenti e diffusi.

CINCIALLEGRA

Parus major

Grazie ad un’elevata flessibilità, la Cinciallegra può vivere negli habitat più diversi ed è uno degli uccelli nidificanti più frequenti.
Mostra una spiccata capacità d’apprendimento e può sfruttare anche fonti di nutrimento particolarmente abbondanti ma disponibili solo per brevi periodi. Il suo canto risuona già in pieno inverno.
Ciò che per noi è un piacevole segnale dell’imminente inizio della primavera per i maschi di Cinciallegra in canto è una dura lotta per conquistare buoni territori ricchi di nutrimento e una compagna. Questa gara viene vinta solo da chi riesce ad impressionare gli altri uccelli della stessa specie con strofe melodiose e un ricco repertorio sonoro.

RONDONE COMUNE 

Apus apus

Probabilmente nessun altro uccello si è meglio adattato alla vita aerea del Rondone.
Questo provetto cacciatore in volo assomiglia ad una rondine ma ha un volo più veloce, durante il quale riesce persino a dormire e ad accoppiarsi.
Un tempo si pensava che i rondoni che salivano in cielo la sera ritornassero a terra al calar delle tenebre oppure che passassero la notte sulla luna; in seguito si è scoperto che la specie si posa solo per nidificare. L’ornitologo basilese Emil Weitnauer ha studiato la vita notturna dei rondoni fin nei minimi dettagli, dapprima con un pallone aerostatico e un aereo e con potenti fari, in seguito con la tecnica radar.

Il canto degli uccelli, che per molto tempo abbiamo interpretato come sfondo, si rivela invece protagonista del nostro benessere. Non è solo melodia: è segnale, è presenza ed anche memoria biologica rassicurante.

In un’epoca in cui la salute mentale sta diventando un’esigenza tangibile, sapere che bastano pochi minuti di suoni naturali per allentare lo stress e contenere l’ansia offre nuove prospettive.

Forse, più che spegnere il mondo, dovremmo allenarci ad ascoltarlo meglio. 

E partire proprio da lì: dal primo suono del mattino, quando un merlo o un pettirosso si prendono cura di noi, senza saperlo.

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