Caterina Barbieri: Una Nuova Visione per la Biennale Musica
Con la nomina di Caterina Barbieri come nuova Direttrice Artistica per il settore musica della Biennale di Venezia (2025-2026), si apre un capitolo in cui tradizione e avanguardia si intrecciano.
Conosciuta per le sue esplorazioni sonore che fondono sintesi modulare e elementi elettroacustici, Barbieri porta una visione fresca e interdisciplinare che promette di aprire nuovi orizzonti sonori e sensoriali.
La sua musica, spesso descritta come un “viaggio psichedelico per le orecchie,” incarna l’arte di piegare la tecnologia alla creazione musicale, esplorando l’interazione tra suono e percezione, fisico e metafisico.
Un Ponte tra Generazioni e Mondi Sonori
Nata a Bologna e formatasi tra il Conservatorio G.B. Martini, il Royal College of Music e l’Elektronmusikstudion di Stoccolma, Barbieri rappresenta una generazione di artisti che usa il suono come mezzo per connettere mondi e sensibilità diverse.
La sua musica non è confinata a rigidi stilemi elettronici, ma anzi spazia tra “pianeti sonori,” come definito dal Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, per creare ponti e nuove narrazioni.
Con le sue opere più acclamate, come Ecstatic Computation e Spirit Exit, Barbieri indaga la relazione tra tecnologia e memoria, costruendo ambienti sonori che dissolvono spazio e tempo.
Una Direttrice con Esperienza e Visione Globale
A soli trentatré anni, Caterina Barbieri vanta una carriera che l’ha portata nei maggiori festival internazionali come Unsound, Atonal e Sonar, esplorando il potenziale multisensoriale delle sue performance.
Fondatrice dell’etichetta light-years, Barbieri non solo si dedica alla musica ma anche a un’esperienza integrata che unisce suono, luce e visione.
Il suo approccio, con un forte focus sulla performance dal vivo come laboratorio creativo, renderà la Biennale Musica un festival accessibile a nuove generazioni e a un pubblico più ampio.
La musica di Caterina Barbieri va oltre le categorie di genere e si muove tra gli estremi: monumentale e intima, arcaica e futuristica.
La sua è una ricerca sonora che sfida le percezioni e invita l’ascoltatore a un viaggio in una dimensione alterata, un’esperienza profondamente psichedelica e fondamentalmente “sovversiva.”
Barbieri è riuscita a creare una propria firma sonora, un’esperienza estatica che non si esaurisce nella semplice ascolto ma si estende al vissuto emotivo e sensoriale dell’ascoltatore.
Utilizza sintetizzatori perlopiù modulari come il vintage Buchla e sistemi eurorack con i quali manipola fonti sonore, tra cui la sua voce e altri strumenti tra qui chitarrre e clavicembalo.
Attraverso questo approccio innovativo l’artista esplora gli effetti psico-fisici del suono, stimolando memoria e percezione.
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