Richie Hawtin, l’alchimista della techno
Il viaggio di Richie Hawtin da adolescente appassionato di musica a Windsor a icona della musica elettronica di fama internazionale è straordinario.
I suoi primi anni, plasmati dalle influenze familiari, dalla scoperta di se stesso come DJ e dall’immersione nella cultura techno di Detroit, hanno gettato le basi per una carriera che si spinge continuamente oltre i confini dell’esplorazione sonora.
Il New York Times lo ha definito “una delle forze intellettuali della musica elettronica”.
I primi anni e l’importanza della famiglia nello sviluppo del suo sound
Richie cresce con i suoi genitori e suo fratello Matthew nel Nord Oxfordshire, in Inghilterra, fino ai nove anni.
La famiglia Hawtin era – e lo è tutt’ora – una famiglia molto unita.
Il padre, un tecnico robotico, introverso e innamorato della musica elettronica ha sempre incoraggiato l’interesse del figlio per la musica e la tecnologia.
Il senso di curiosità e avventura dei sui genitori, spinge tutta la famiglia a spostarsi in Ontario, Canada.
E’ stata un’esperienza fin da subito impegnativa, ma allo stesso tempo utile, che ha consolidato ulterirmente il legame familiare; Hawtin ritorna infatti spesso sull’importanza di avere avuto una famiglia unita.
Questo ha permesso ai singoli membri, tra cui suo fratello Matthew, di coltivare e inseguire le proprie passioni, quasi in modo ossesivo.
Matthew infatti diventa un visual Artist riconosciuto, mentre a Richie spetta tutt’altro destino.
Affascinato, come il padre, dalla tecnologia inizia a sperimentare e progammare; ma presto la musica prende il sopravvento.
Ispirato dalla collezione di dischi dai suoni elettronici dei sui genitori, il giovane Hawtin si avvicina sempre più a questo genere, e se ne innamora.
“Arte e musica sono sempre stati sinonimi durante la nostra adolescenza, abbiamo vissuto insieme per 8 anni e mi capitava di entrare nel suo studio, vedere cosa c’era sul muro e andare nel mio a produrre suoni.
Durante il giorno andavamo nelle gallerie d’arte per vedere le opere di Ellsworth Kelly e Mark Rothko, mentre di sera ascoltavamo Jeff Mills. Aveva tutto un senso per noi.
Volevamo rappresentare questa sincronia tra arte e suono.” Dice Hawtin.
L’adolescenza a Detroit e le prime influenze
Durante la sua adolescenza negli anni ‘80, frequenta i club dell’Ontario in cui si fondono new romantic, Funk, disco, industrial e persone di ogni orientamento sessuale e estrazione sociale; c’era molta sperimentazione.
Si sente in presenza di “scienziati pazzi” e inizia a seguire DJ come Blake Baxter, Ken Collier e Scott Gordon e ascolta in radio, ogni sera, Jeff Mills.
Diventa Dj, fondando plus 8 con l’amico Jhon Aquaviva, con cui in seguito co-fonderà insieme ad altri Beatport.
Plus 8 nasce come ripiego non essendo riusciti ad attirare l’attenzione dei loro idoli, volevano riunire persone con lo stesso sound e un gusto simile.
L’intento era infatti arrivare ad altre labels come “Transmat”, ovvero una delle prime techno label nata a Detroit.
All’inizio era una techno “aggressive”
Vi era molta ricerca anche nel sistema di produzione e amplificazione del suono.
”Volevamo qualcosa che rendesse giustizia a ciò che producevamo, e i clubs non avevano questo, erano abituati a musica diversa” serviva un sistema che coprisse ogni angolo dei locali, per rendere “massive” la nostra musica, in grado di incapsulare e avvolgere chi partecipava alle serate.”
Un precursore non solo nella techno, ma più in generale nella tecnologia, Hawtin e il suo longlife bussiness parter, Acquaviva, danno vita inoltre a “M-NUS Records” and “From Our Minds”.
” Se penso al motivo per cui amo la musica dance, in fondo si tratta di una stanza buia, di una luce stroboscopica lampeggiante e di un enorme sistema di amplificazione che troneggia sopra di me e verso il quale devo guardare, come Davide e Golia.”
Nel giro di qualche anno…
Quando penso a John Acquaviva e a me, a quella carta di credito e all’avvio della nostra prima etichetta discografica e a come ci siamo detti: “Facciamolo e basta. Faremo un paio di dischi. Se dovessimo tornare all’università, la scuola ci sarà sempre.
Ma questa musica potrebbe finire in un paio d’anni, godiamocela e vediamo cosa succede…”.
Man mano che ci si addentra, si pensa: “Wow, forse potrei farlo ancora per un pò. Anzi, forse questa sarà la mia vita”.
LA NASCITA DI M-NUS RECORDS
M-nus, nasce nel 1998 e rappresenta la volontà di ricreare una musica libera, privata di ogni elemento superfluo, espressione di una produzione autentica.
Ben presto l’etichetta diventa una macchina dall’ingranaggio perfetto, che raccoglie nomi come Magda, Troy Pierce, Gaiser e molti altri; un collettivo ricordato come:
“un grande gruppo di persone che sperimentavano, suonavano e semplicemente stavano insieme; era un vero focolaio di creatività ed era molto avventuroso musicalmente e socialmente”.
Il picco di M-nus segna anche il momento in cui Richie sente il bisogno di allargare I prorpi orizzonti e dedicarsi a progetti diversi; tutti i partecipanti infatti stavano seguendo il proprio naturale percorso, ed anche lui sente il bisogno di passare oltre.
Matura la volontà di spostare il focus su progetti multidisciplinari dal vivo che diano la possibilità allo spettatore di percepire come il suono nasce e perchè, rendendolo attivo nel processo di creazione.
Questo ci porta al progetto Close- Combined : strumenti dal vivo e djing multicanale, con l’intero processo aperto al pubblico.
Puoi leggere la nostra recensione nella sezione Live show
PLASTIKMAN E L’ALBUM CONSUMED
Nel frattempo, nel 2010 rispolvera l’alias “Plastikman” ovvero un suo alter ego creato nel 1993, tramite il quale pubblica l’album “Consumed” nel 1998.
Consumed è stato registrato durante la fine dell’inverno in Canada, dice Hawtin “Ero molto isolato. Quindi penso che ci sia questa parte introversa e fredda, un pò osura e solitaria. Non necessariamente spaventosa, semplicemente cupa”
Richie parla dell’album come un ritorno alla purezza e alla semplicità, reso possibile grazie a una riduzione del ritmo e del sound stesso, con l’intento di ritrovare una techno più pura e meno monotona allontandosi, quasi più per necessità personale, dal dance floor.
La sua volontà era infatti, agli inizi degli anni 2000, quella di allontanarsi dall’ambiente che soffriva un generale decadimento della musica dance. Alcuni locali avevano iniziato a proporre musica mediocre, con dj che suonavano per giorni e sempre gli stessi pezzi; un’epoca decisamente diversa da quella degli anni a Detroit.
Sviluppa un grande interesse per il genere “minimal” , uno stile spoglio e spietato , molto più affine al suo modo di essere e di produrre, che viene accolto positivamente da tutti in M-nus. E’ stata una fase molto importante perchè ha riportato la musica dance alla base delle sue radici percussive.
IL CONCEPT “ENTER” A IBIZA
Tra il 2012 e il 2015 realizza per 12-14 settimane il concept “Enter” a Ibiza, tramite il quale riscopre anche un’amore per l’isola spagnola.
Un distillato di energia pulsante, che ha attirato 7000 persone, nelle 5 stanze appositamente pensate all’interno dello space di Ibiza.
Era facile, infatti, perdersi nella psichedelia della Mind Room oppure gustare un ottimo Sake nel Sake bar, ma ancor più facile e inevitabile essere attirati dal design “minimal” ma estremamente efficace del logo di “enter”- (un punto) – appunto!
Ancora nel 2016 un forte desiderio di cambiamento lo porta a porre fine a “Enter” e a concentrarsi con dedizione all’istruzione di giovani e nuovi talenti.
Già nel 2012 infatti, aveva iniziato a giarare negli Us con lo scopo di sensibilizzare tramite Talks e lezioni pratiche i giovani emergenti della scena elettronica.
“CTRL Beyond Edm”: Un tour nella musica e nella tecnologia
Con LocoDice e altri partecipanti segue “CTRL beyond EDM Tour”,un immersione nell’atto della produzione sonora tramite seminari nei College, con l’intento di informare riguardo tecnologia, live performance e il business legato all’industria della musica elettronica.
Mentre Richie ha tenuto lezioni su come utilizzare la tecnologia per controllare la creatività, Loco Dice si è concentrato maggiormente – grazie al suo hip-hop background- su come combinare il Djing “vecchia scuola” con le nuove tecnologie.
Durante le sessions ci si è concentrati anche sul sound design, grazie alle lezioni di Johannes Krämer, tecnico del suono di Hawtin.
Nel 2015 il suo impegno nell’educazione viene riconosciuto tramite un dottorato onorario all’Università di Huddersfield per il suo contributo nel mondo della musica e della tecnologia.
Progetti multidisciplinari: oltre la musica e la tecnologia
La creatività di Hawtin va ben oltre la musica; è protagonista di numerosi progetti multidisciplinari, tra cui alcuni con famose maison di Moda.
Con Prada realizza il progetto Extends, ovvero una serie di eventi privati che fondono moda e arti visive.
Con Dior, invece, collabora al Guggenheim Museum di New York con una performance in occasione dell’annuale raccolta fondi.
Raf Simons, stilista belga con una notevole influenza nel mondo della moda, dice di ascoltare la musica di Richie Hawtin così come altri ascoltano musica classica, chiamandolo il “Kraftwerk” di oggi.
Il connubio tra Prada e Hawtin si consolida sempre di più negli ultimi anni, infatti il progetto “Extends” cresce e si conferma un format vincente.
Una serie di eventi live e itineranti, con lo scopo di riunire culture e geografie diverse tramite il potere unificante della musica, hanno raggiunto il 29 Giugno 2023 la città di Bangkok, emblema del contrasto tra tradizione e innovazione.
Iniziati il mezzogiorno della stessa giornata, tramite dei panels di discussione tra Richie e MixMag Asia sull’importanza del dialogo e degli scambi creativi, gli eventi si sono poi spostati al Warehouse Stadium per le sessioni serali.
Quì noti Dj del panorama Asiatico, hanno collaborato con Visual Artist dando vita a installazioni visive miscelate perefettamente con una musica elettronica fortemente evocativa.
Nel suo percorso di sperimentazione costante, Richie Hawtin si è spesso trovato a bilanciare il suo desiderio di innovazione con le aspettative del pubblico.
Sono nati diversi alter ego della sua personalità e altrettanti progetti sonori, proprio come volontà di soddisfarre gusti e esigenze diverse.
Oltre a Plastikman e Close- Combined, F.U.S.E è un altro ottimo esempio della sua sperimentazione.
F.U.S.E: Futuristic Underground Subsonic Experiments
Con lo pseudonimo F.U.S.E Richie realizza “Dimension Intrusion”, uno dei sui primi album, rivisitato molte volte fino a quella del 30esimo anniversario, ovvero l’edizione più recente,
L’album rappresenta la vera essenza dell’artista, in grado di fornirci uno spaccato eccezionale nei suoni più puri, a tratti cupi ma sempre molto autentici della musica elettronica.
La traccia “dimension intrusion” crea tramite l’uso intelligente del suono una vera dimensione astratta in bilico tra certezza e attesa per qualcosa di nuovo ma ignoto.
L’intero album si muove su linee morbide e altre più marcate come “Substance Abuse” , in cui bassi e percussioni si sposano in un connubio perfetto.
Dimension Intrusion fa parte di una serie di album chiamata “artificial intellgence” dell’etichetta Warp Records.
L’intento era quello di ricreare una ” musica elettronica post-rave” in grado di essere ascoltata davvero, qualcosa più per la mente che per il corpo.
“Sei seduto comodamente? “Artificial Intelligence” è per viaggi lunghi, notti tranquille, e albe sonnolenti nei club. Ascoltalo con una mente aperta!”
Cosa ci aspetta…
Dai ritmi pulsanti di Detroit ai regni sperimentali di Plastikman, ogni nota della discografia di Hawtin riflette un profondo legame con le radici della musica elettronica.
Le prime influenze musicali di Richie Hawtin hanno gettato le basi per una carriera definita dall’innovazione e dall’incessante ricerca dell’evoluzione artistica.
Approfondendo la sua vita e la sua carriera, diventa chiaro che la capacità di Hawtin di fondere senza soluzione di continuità le sue influenze con l’innovazione rivoluzionaria è ciò che lo ha elevato allo status di vero e proprio luminare della musica elettronica.



